8 Apr 2018 14:30
La memoria dei luoghi: il ghetto ebraico
Ghetto Genova

EnjoyGenova vi vuole portare attraverso quei luoghi carichi di memoria che ancor oggi sono un “contenitore” di tante storie diverse, ma eguali nella loro drammatica esclusione, anche se oggi i ghetti non esistono più, per lo meno nel significato storico di luogo simbolo dell’ebraismo, esistono tuttavia tanti altri ghetti, luoghi dell’emarginazione e della povertà. Il termine stesso “Ghetto” ha origini incerte e verosimilmente deriva dal veneziano geto (o getto) nome con cui si indicava la fonderia dei metalli. E fu proprio in una zona di Venezia, presso cui esisteva un’antica fonderia in disuso, che nel 1516 venne istituito il primo ghetto o geto della storia. Gli ebrei vivevano da secoli nelle città europee ma in quegli anni ve ne sono molti giunti profughi dalla Spagna. Nel 1492, infatti, il regno di Castiglia e Aragona, in altre parole la Spagna unificata sotto il cristianesimo, dopo secoli di parziale o totale dominazione islamica, aveva emanato un decreto. Sulla base della cosiddetta “limpieza de sangre” i sovrani spagnoli impongono agli ebrei di convertirsi al cristianesimo o di lasciare il paese. L’espulsione dalla Spagna, nello stesso anno della scoperta dell’America, segna profondamente non solo la storia di quel paese ma di tutta l’Europa e del bacino del mediterraneo. Genova mantenne per circa un secolo un atteggiamento duro nei confronti degli Ebrei, tanto che per un certo periodo nel XVI secolo vennero anche costretti a indossare un segno distintivo di riconoscimento e ostacolati in varie forme a rimanere in città. Nel XVII secolo, però, la decisione presa dai Serenissimi dopo la peste del 1656, stabilendo il “portofranco” e consentendo l’inserimento degli ebrei, cambia qualcosa allo scopo di dare impulso agli affari della città diminuiti drasticamente per via della pestilenza. Così nel 1660 viene inaugurato il “ghetto” nella zona tra piazzetta Fregoso, vico del campo e vico Untoria. L’area, ospitava la Sinagoga, ed era provvista di cancelli le cui chiavi erano affidate a pubblici ufficiali, detti Massari, che si occupavano di chiuderli la sera e riaprirli la mattina, affinché tra ebrei e genovesi non avvenisse alcun contatto che non fosse di lavoro. Con le stesse modalità di “reclusione” il ghetto nel 1674 venne trasferito al sestiere del molo, in piazza dei tessitori. I genovesi mitigarono molto i comportamenti antisemiti imposti in altre città in nome degli affari e dei soldi, ma costrinsero comunque tutti gli ebrei residenti a Genova a sermoni obbligatori, atti a persuaderli del loro falso credo, presso la Chiesa delle Vigne o a quella di S. Siro.

Durata 2 ore

Prezzo visita euro 12, soci Coop e tesserati Giardini Luzzati euro 10, bambini euro 6

 

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